Categoria: Comunicati

  • Alfabeto di una scelta.

    20 anni di memoria collettiva. Cambiare strada per non cambiare direzione.

    “Guarda ogni strada attentamente e deliberatamente. Mettila alla prova tutte le volte che lo ritieni necessario. Quindi poni a te stesso, e a te stesso soltanto, una domanda. […] Questa strada ha un cuore?[…] Se lo ha, la strada è buona. Se non lo ha, non serve a niente. […] Una porta a un viaggio lieto; finché la segui sei una sola cosa con essa. L’altra ti farà maledire la tua vita. Una ti rende forte. L’altra ti indebolisce.”

    Carlos Castaneda

    Alfa. 20 anni

    Un ventennale inevitabilmente è una cifra importante. Costringe a fare valutazioni. Porta con sé un po’ di tristezza e di responsabilità, pone delle domande.

    20 anni fa le lame fasciste ci hanno strappato Renato e hanno inciso domande sulla pelle, nella testa e nel cuore di tutt3 noi. A queste, l’unico modo in cui abbiamo saputo rispondere è stato con un processo collettivo, capace di sostenere, abbracciare e rilanciare.

    Beta. I sogni, le parole, la musica

    Per questo, anche quest’anno, ricorderemo Renato e ci stringeremo con amore e rabbia.
    Per questo, anche quest’anno, daremo vita a Renoize.

    Per questo, anche quest’anno, sarà festival antifascista: 3 giorni di incontri, dibattiti, lotte e uno sguardo capace di guardare l’orizzonte. Insieme.

    3 giorni di musica in cui far battere forte il nostro cuore collettivo.

    Gamma. Dove si farà Renoize?

    Oggi Parco Schuster, che da sempre ospita Renoize, è occupato per gran parte dalle infrastrutture di una delle iniziative dell’Estate Romana e lo sarà fino a metà novembre. È già successo in passato, ma mai con un impatto tale da snaturare completamente la funzione di quel luogo. Dopo incontri e sopralluoghi, abbiamo valutato collettivamente che, nonostante la disponibilità degli organizzatori dell’Estate Romana a smontare alcune parti della struttura, la sua imponenza e invasività rendono impossibile realizzare a Parco Schuster il Renoize che abbiamo sognato, ragionato e costruito collettivamente in questi diciotto anni. Impossibile e incoerente.

    Per questo motivo, nelle assemblee di preparazione, abbiamo deciso che quest’anno Renoize si svolgerà in modo sicuramente diverso ma lo stesso dirompente.

    Delta. Quando? 27 agosto: Focene. 3 e 4 settembre: Acrobax. 5 settembre: corteo e concerto finale a Parco Schuster.

    Il 27 agosto saremo a Focene lì dove le coltellate di due giovani neofascisti uccisero Renato, ma non i suoi sogni.

    Il 3 e 4 settembre saremo all’interno di Acrobax e Renoize sarà possibile solo grazie all’entusiasmo, alla passione e alla rabbia di tutt3, così come lo è stato ogni anno a Parco Schuster.

    Il 5 settembre, al posto del tradizionale programma del festival, avevamo già deciso di organizzare un corteo antifascista, per attraversare insieme le strade nel ricordo di Renato e non solo. Corteo che si concluderà a Parco Schuster. Il cuore di Renoize. Con un grande concerto finale nell’area adiacente al festival dell’estate romana.

    Epsilon. Che succederà durante le 3 giornate di Renoize?

    Il programma prevederà oltre alla musica serale sul palco:

    • il villaggio delle Sumud
    • assemblee e dibattiti
    • proiezioni
    • presentazioni di libri
    • giochi di legno e laboratori
    • dimostrazioni sportive
    • spettacoli artisti di strada
    • mostre
    • banchetti informativi
    • punti ristoro a sostegno delle lotte

    Inoltre quest’anno sarà possibile campeggiare all’interno di Acrobax per cui invitiamo tutt3 coloro che volessero partecipare, da sud a nord, da vicino e da lontano, al Renoize camp: 3 giorni di autogestione e antifascismo da vivere insieme!

    Zeta. Renoize, le lotte, l’antifascismo in che città vivono?

    Renoize negli anni è diventato uno spazio collettivo in cui migliaia di persone, percorsi e realtà si sono incontrati e coordinati.  Da sempre abbiamo voluto che Renoize prendesse vita e forma nello spazio pubblico di un parco. Da 18 anni Parco Schuster. Perché i valori dell’antifascismo sono parte del tessuto sociale di questo territorio e di questa città.

    Perché cemento e speculazioni non sono sinonimi di progresso e benessere.

    Eta. Domande

    Quest’anno le scelte che ci siamo trovat3 a fare ci hanno posto delle domande.

    La nostra città (e in generale tutti i territori) quanto è diventata terreno di profitto?

    Le domande che ci poniamo noi sono quelle che si pongono centinaia di comitati: quanto a lungo le amministrazioni potranno ignorarle?

    Non è più possibile convivere con il modello del grande evento e della privatizzazione degli spazi pubblici, è giunta l’ora di immaginare nuovi modi di abitare la città!

    Chi la amministra è adeguato a rispondere a questa necessità?

    Si può immaginare un altro modello di estate romana per un parco pubblico di quartiere?

    Teta. Auspici

    Scegliere di organizzare Renoize in questo modo ha portato con sé anche degli auspici:

    Che l’attuale gestione dell’Estate Romana a Parco Schuster sospenda le attività in quei 3 giorni.

    Che l’amministrazione decida di gestire l’Estate Romana e gli eventi culturali in maniera differente, in ascolto dei quartieri e di chi ci vive.

    Che noi stess3 ci impegneremo profondamente durante tutto il prossimo anno perché Parco Schuster viva delle relazioni sociali, politiche e umane che danno vita a quel parco inclusivo universale proposto dai Tetrabondi e che da anni sosteniamo. 

    Che l’interesse sociale e collettivo prevalga su profitti e singoli interessi.

    Che la nostra lotta respiri insieme alle altre con determinazione e convergenza.

    Iota “Ora e sempre Resistenza”.

    Vi invitiamo a Renoize2026.
    Vi invitiamo ad esserne parte.
    Vi aspettiamo per trovare insieme idee, relazioni e strumenti da utilizzare a partire dal giorno dopo.

    Perché viviamo nella “barbarie” del capitalismo in cui le ombre del fascismo si riorganizzano e trovano nuove vesti.

    Idee mortifere, razziste, classiste riempiono i social, le strade, le istituzioni per farsi struttura del regime di guerra. Il parametro è il genocidio in Palestina. Lo sfruttamento ha, da tempo, superato i confini del lavoro e ha travolto le nostre vite.

    In questo contesto non basta schierarsi ma trovare le parole e le azioni per organizzarsi insieme. Per immaginare e costruire una società in cui, semplicemente, il fascismo non sia previsto.

    “Qui, al nostro posto, ci troverete”. Per lottare fianco a fianco. Per scrivere nuovi alfabeti possibili. Per ricordare Renato e realizzare i suoi sogni

    Sempre con la stessa rabbia
    Sempre con immutato amore

  • Brucia Ancora – con Carlo nel cuore

    A 23 anni dall’omicidio di Carlo e dalle torture da parte delle forze dell’ordine nella caserma di Bolzaneto e alla scuola Diaz il dolore di chi non cede alla tentazione di dimenticare non accenna a placarsi, anzi.

    Carlo, insieme a chi in quei giorni ha subito violenze inaudite, ha pagato con la vita il tentativo da parte del Movimento No Global di mettere a critica un sistema predatorio di cui oggi viviamo le terribili conseguenze. Nel 2001 non avevamo ragione: il presente è forse peggiore di quello che avevamo previsto. Lo vediamo nella quotidianità, a livello locale, in un paese sempre più impoverito in cui i servizi essenziali in molti casi non sono più garantiti e in cui progressivamente principi basilari di solidarietà e mutuo aiuto vanno scomparendo insieme alla capacità di fare comunità, surclassati da nuovi valori, se così possiamo chiamarli, che si basano su un individualismo sfrenato sradicato dalla storia, in cui sopravvivere senza guardare in faccia niente e nessuno, che sia la persona migrante o il collega in difficoltà nel proprio posto di lavoro, è ormai la regola.

    Lo vediamo a livello globale, in un presente costellato di conflitti e guerre di cui sappiamo tutto, di cui vediamo ogni oscenità in diretta ma che nonostante questo proseguono indisturbati senza che venga in mente che forse, lontano dall’essere fatti eccezionali, siano la conseguenza necessaria di un capitalismo che nutre sé stesso a partire dalle crisi di cui è esso stesso la causa. Lo stesso sistema di cui alternativamente patiamo e beneficiamo perché nati nella parte “fortunata” del mondo, e di cui le conseguenze peggiori vengono pagate “dagli altri”, quelli che vivono o scappano da luoghi in cui le plurali forme di neocolonialismo alimentano regimi, espropriano ricchezze e devastano culture.

    Lo vediamo nel razzismo dilagante, da sempre fenomeno strutturale alla riproduzione capitalistica. E sappiamo tutto delle cosiddette “rotte migratorie”, che a dispetto del nome rassicurante che porta alla mente placidi stormi di uccelli o simpatici animali marini nel loro naturale (oggi sempre meno) spostarsi da un capo all’altro del mondo, sappiamo bene essere esodi forzati e gestiti congiuntamente da mafie e governi corrotti, gli stessi governi che il nostro paese finanzia proprio per imprigionare, torturare, uccidere e stuprare persone che scappano da condizioni di vita che noi stessi abbiamo prodotto.

    Lo vediamo infine, e non perché la lista sia terminata, nell’ondata di consenso raccolta dai partiti di estrema destra che, proprio di quei valori, insieme ad una buona dose di misoginia, si fanno portatori. Partititi dichiaratamente schierati a favore dei grandi capitali che ottengono la fiducia di chi subisce le conseguenze dirette delle stesse idee economiche che quegli stessi partiti propugnano: lo vedete il disastro?

    Quello che vediamo poco, sicuramente, è quello che, a causa di una vuota retorica nazionalista e reazionaria, stiamo rischiando di dimenticare: un’Italia da sempre crocevia di culture e differenze, ricca di un patrimonio ambientale e culturale da difendere e di una storia di resistenze di cui ancora oggi siamo debitor. Così come non dobbiamo dimenticare di come nacque il fascismo: in difesa dei padroni, più o meno grandi, per reprimere con la violenza e in tacito accordo con il governo le proteste dei lavoratori della terra e degli operai. Anche allora tanti morirono, come Carlo, come tanti altri dopo di loro, solo per aver detto, vogliamo giustizia.

    Ecco perché oggi brucia ancora e continuerà a bruciare! Perché la storia di Carlo di quelle giornate di Genova 2001 è la nostra storia, la storia di chi non si rassegna, di chi non ha ricette pronte da seguire ma sa chiaramente cosa non vuole essere: un complice.

    Ed è per questo che ricordare Carlo e le torture della Diaz e Bolzaneto e la repressione violenta nelle strade di Genova, nell’epoca dell’oblio forzato, è un impegno minimo ma necessario, non una commemorazione ma un fare memoria collettiva. Senza genealogia non siamo niente, e la nostra, è la storia di chi non si è arreso mai, la storia di Carlo Giuliani.

  • Renoize24 – Il programma

    Renoize2024 – Festival Antifascista
    27 agosto Focene
    30 e 31 agosto Parco Schuster

    18 anni senza dimenticare Renato provando a realizzare i suoi sogni giorno dopo giorno.

    17 anni di Renoize! – Festival Antifascista
    musica – parole – immagini – cultura – sport popolare – laboratori – dibattiti – spettacoli – inclusività e accessibilità – autorganizzazione – libertà, in poche parole una 2 giorni per immaginare e costruire un mondo dove semplicemente il fascismo non sia previsto

    (in aggiornamento…)

    Sempre con la stessa rabbia 🔥✊
    Sempre con immutato amore
    #ionondimentico #renatobiagetti #controognifascismo #maiunpassoindietro #spezzalelame #freepalestine #palestinalibera #stopgenocide

    #RENOIZE2024
    27 agosto Focene
    30 e 31 agosto Parco Schuster

  • 25 Aprile 2024 – Per tutto il bene che avevamo e abbiamo nel cuore!

    25 APRILE 2024
    𝗧𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗺𝗮𝗹𝗲 𝗮𝘃𝗲𝘃𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗲
    𝗧𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗯𝗲𝗻𝗲 𝗮𝘃𝗲𝘃𝗮𝗺𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗰𝘂𝗼𝗿𝗲

    Il 25 aprile saremo ancora una volta insieme nelle strade del nostro territorio. Saremo insieme a tutte le strade di Roma che saranno mobilitate in quella giornata.

    Perché il 25 aprile è la Festa della Liberazione dal nazifascismo e in questa epoca funesta di governi di destra, di guerra, genocidio, razzismo diffuso e istituzionalizzato, di povertà e precarietà in continuo aumento, di repressione e restrizioni degli spazi di libertà, scegliamo di esserci e con passione e determinazione per affermare quanto sia necessario essere antifascist3 oggi.

    Perché ogni giorno nei nostri percorsi di lotta, nei nostri spazi sociali, nelle scuole e nelle strade di questo territorio portiamo avanti il lascito dei partigiani e delle partigiane che hanno lottato, anche a costo della vita, per la liberazione, per la libertà, per i diritti fondamentali di tutt3.

    Hanno voluto scrollarsi via la retorica reazionaria, i soprusi e le ingiustizie di un ventennio. Lo hanno voluto fare in questa città che ha sopportato le marce delle camice nere in combutta con una buona parte della classe dirigente dell’epoca; che ha sopportato i bombardamenti e la violenza della guerra; le angherie della superiorità della razza e le deportazioni; l’occupazione nazista insieme agli alleati fascisti. Da tutto questo ci si liberava allora, da tutto questo non vogliamo più essere sopraffatti oggi!

    Perché ancora una volta essere antifascist3 vuol dire prendere posizione, “parteggiare e non essere indifferenti”. Ma vuol anche dire continuare a immaginare una società altra.

    Perché antifascismo oggi vuol dire antisionismo e la necessità di chiedere un cessate il fuoco immediato e permanente, lo stop al genocidio e finalmente una Palestina Libera. Così come si dovrebbe fermare la guerra in Ucraina. Perché antifascismo oggi è dire NO a tutte le guerre: la diserzione innanzitutto dalla retorica della guerra, dallo sciovinismo nazionalista e sovranista. Affermare con forza che i venti bellicisti fanno bene solo alla pancia di chi produce le armi e fortifica solo la politica della paura per controllare e stringere più forte la presa della disuguaglianza.

    Perché antifascismo oggi è chiedere la libertà per tutte e tutti, Ilaria privata della sua libertà in Ungheria e di tutti gli altri compagni. Perché essere antifascist3 non può essere reato.

    Per tutti questi motivi come realtà sociali della Rete Roma Sud vi invitiamo a passare insieme anche questa festa di aprile!

    Il 25 aprile alle ore 9:00 a largo Bompiani per il corteo cittadino indetto dall’Anpi e sempre il 25 aprile dalle 13:00 in poi per il tradizionale “Picnic della Liberazione” a Parco Schuster con tanta musica, parole, spettacoli, allegria e libertà!

    𝐏𝐞𝐫 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐛𝐞𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐯𝐞𝐯𝐚𝐦𝐨 𝐞 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐜𝐮𝐨𝐫𝐞!
    𝟐𝟓 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞!

    #freepalestine
    #freeallantifas
    #renoize24

  • Restituzione Incontro in Municipio

    ‼️ AGGIORNAMENTI ‼️
    𝗦𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗿𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮 🦍
    𝗦𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗺𝗺𝘂𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲 🌟
    Con questo post vogliamo aggiornare tutt3 sugli sviluppi che sono seguiti alla lettera scritta la scorsa settimana dall’assemblea che costruisce Renoize2022. Lettera che raccontava una serie di difficoltà ma soprattutto poneva domande.
    Innanzitutto grazie a tutt3 coloro che l’hanno letta, condivisa, fatta circolare e soprattutto che, insieme a noi, continuano ad interrogarsi e che quotidianamente cercano di dare delle risposte. Di costruire alternative.
    Ieri nel tardo pomeriggio si è svolto l’incontro in Municipio che attraverso la lettera avevamo richiesto.
    Abbiamo formalizzato l’accordo, così come da noi inizialmente proposto, per la realizzazione di Renoize 2022
    Abbiamo ribadito la necessità di salvaguardare le date di Renoize anche per i prossimi anni. E per questo, da settembre, il Municipio si impegna a definire le modalità per il nuovo bando per la prossima estate romana tutelando il percorso di Renoize e valorizzando la cultura e l’aggregazione nel e del territorio.
    Infine abbiamo condiviso ufficialmente il progetto del Palco nel Parco dedicato a Renato Biagetti , di cui avremo modo di parlare anche durante la 3 giorni di Renoize.
    C’è un risvolto della medaglia che però non ci lascia soddisfatt3, la necessità a distanza di 16 anni di ribadire l’importanza politica di Renoize e di ciò che significa ci lascia con l’amaro in bocca. È solo grazie alla determinazione dell’assemblea che ancora una volta abbiamo strappato un pezzo di libertà, ribadendo la necessità di un percorso che punti su un idea di città pubblica ed inclusiva.
    Adesso adelante verso Renoize2022!
    Ci vediamo:
    📌 per l’ultima assemblea domani, 27 luglio alle ore 18:30 ad Acrobax
    ❤️ E poi il 27 agosto a Focene per ricordare Renato
    🖤 il 2/3/4 settembre a #ParcoSchuster per il festival
    Con Renato nel Cuore
  • Lettera verso Renoize022 | Parco Schuster | 2_3_4 Settembre

    Al Presidente dell’VIII Municipio
    Al Comune di Roma
    Alla Roma antifascista
    Alla Roma dal basso e a sinistra
    Alle lavoratrici e ai lavoratori del festival dell’Estate Romana che si svolge a Parco Schuster

    • PREMESSA

    Come Assemblea Cittadina di costruzione di Renoize 2022 abbiamo deciso di scrivere questa lettera per condividere e rendere pubbliche le difficoltà che stiamo incontrando in questo momento e per chiedere che tutti i soggetti interessati si assumano le proprie responsabilità per questa, per le prossime edizioni del festival e per il bene di Parco Schuster.

    Lo facciamo partendo dalla nostra storia che, ci teniamo a ricordare, è anche la storia di questa città.

    Alcunǝ di voi negli anni hanno fatto parte di questa assemblea, altrǝ ancora ne sono tuttora parte integrante, altrǝ invece non ci conoscono.

    Innanzitutto, ci teniamo a fare una premessa per i lavoratori e le lavoratrici dell’Estate Romana: siamo anche noi precarie e precari e come voi viviamo mille difficoltà quotidiane contro le quali proviamo a lottare, a resistere o quantomeno a creare comunità solidali che si sostengono e provano a cambiare le cose. E quindi per tuttǝ voi e per il vostro lavoro portiamo il massimo rispetto.

    • LA NOSTRA STORIA

    La storia di Renoize a Parco Schuster è una storia lunga 15 anni. Prima di allora, Parco Schuster non lo conosceva quasi nessuno, se non gli abitanti del quartiere. Quasi mai visto un concerto, una serata, un’iniziativa pubblica, tranne quella legata alla festa patronale del 29 giugno.

    Poi nel 2006 muore Renato, il 27 agosto, ucciso da due giovani neofascisti con 9 coltellate, una così profonda da lasciare il segno dell’elsa del coltello sul corpo giovane e bello di Renato. Alla fine di una festa reggae sulla spiaggia. Renato che amava la musica.

    Renato che faceva la musica.

    Per questo un gruppo di folli, compagne e compagni di questa città, decide di dedicare a lui un festival antifascista di musica e cultura indipendente, totalmente gratuito. E di farlo proprio a Parco Schuster. Parco di cui alcunə ancora sbagliano a scrivere il nome tanto era sconosciuto.

    Dal 2008, ogni anno, dal niente, per uno o massimo 3 giorni, tiriamo su (proprio fisicamente) dal basso questo evento che richiama migliaia di persone del territorio e da tutta la città.

    Un momento in cui ognunə, con un turno alla birra, allestendo, cucinando qualcosa, mettendo a disposizione saperi ed energia, senza chiedere nulla in cambio, realizza uno dei sogni di Renato.

    In cui ricorda i suoi occhi belli, come direbbe sua madre Stefania.

    Renoize è un festival sul quale nessunə di noi guadagna nulla per scelta politica e che anzi, il più delle volte, determina una perdita economica: poco importa, non è quello il nostro obbiettivo!

    Renoize, infatti, non è un festival che ha a che fare con il profitto o il rischio di impresa ma con quell’ “odio mosso da amore” che ti spinge a dedicare la tua passione, il tuo tempo e la tua energia a progetti sociali e collettivi come questi. E se ne esce anche il minimo ricavo economico si mette da parte per l’edizione successiva e per contribuire alle spese legali che sosteniamo costantemente: quest’anno, ad esempio, lo faremo per le compagne e i compagni per la manifestazione del 15 ottobre 2011.

    Alla luce di questo racconto lo ribadiamo: questa è la nostra storia ma anche della città di Roma, delle aggressioni a sfondo fascista, razzista e omofobo, dei tentati omicidi, delle lame e delle ingiustizie.

    È il nostro contributo a 𝗥𝗘𝗦𝗜𝗦𝗧𝗘𝗥𝗘 !

    È il nostro sforzo a rendere vivo l’ingranaggio collettivo della memoria.

    È una presa di parola collettiva che racconta le lotte di questa città, dell’Italia e, spesso e volentieri, di altre latitudini del mondo.

    È un meccanismo per condividere e costruire legami, progetti e percorsi.

    È il nostro tentativo per far continuare a vivere i sogni di Renato fatti di musica e generosità.

    Per questo è particolarmente doloroso per noi doverci rimboccare ancora una volta le maniche per ribadire il senso di questa iniziativa e prendere parola in virtù di meccanismi che invece hanno a che fare con dinamiche commerciali, trattative, concessioni e autorizzazioni.

    Riteniamo grave dover mercanteggiare per lo svolgimento della 15ª edizione di Renoize.

    Vorremmo che fosse chiaro che non è in dubbio lo svolgimento di questa iniziativa; lo diciamo con chiarezza a fronte della domanda: “e se la trattativa fallisce?”

    Non siamo un’attività commerciale, siamo realtà politiche che vivono questa città e che vorrebbero garantito il diritto, il senso e la dignità di ricordare un compagno e fratello ucciso dai fascisti. E che lo faranno comunque e con determinazione.

    • ARRIVIAMO AD OGGI

    Oggi lo spazio di parco Schuster è deputato all’Estate Romana e una sua porzione rilevante è stata messa a disposizione della società vincitrice del bando del Comune di Roma, società che conosciamo bene perché è alla terza edizione all’interno di quella stessa aerea.

    Di questa stessa società siamo già stati ospiti nelle due passate edizioni e anche per quest’anno avevamo stabilito di mantenere gli stessi accordi. Da mesi, infatti, stiamo dialogando in sede municipale in quanto il bando stesso prevede che l’area di Parco Schuster sia bloccata la prima settimana di settembre proprio a garanzia dello svolgimento di Renoize.

    Conoscendo le difficoltà logistiche ed economiche che l’organizzazione del festival avrebbe dovuto affrontare per smontare e rimontare un allestimento come quello, abbiamo scelto di trovare una mediazione e di essere ancora ospiti, permettendo così a loro di non smontare e di sospendere le attività solo lo stretto necessario dello svolgimento dell’iniziativa dedicata a Renato, garantendo loro e chi lavora all’interno di quella stessa iniziativa.

    Dopo questi passaggi formali, alla scorsa assemblea del 1° luglio, decidiamo quindi di proporre per il “disturbo arrecato” (sic! E noi che ci eravamo illusi fosse un piacere per tuttǝ) 1000€ al giorno per utilizzo palco e bagni, in continuità con la scorsa edizione, a cui avremmo aggiunto, come Renoize, il pagamento de* tecnic*, de* lavoratori* della sicurezza e della cooperativa che si occupa delle pulizie. Tutto il resto ovviamente sarebbe stato a carico di Renoize e nessun’altra struttura sarebbe stata utilizzata. Questo, lo ripetiamo, nonostante quanto scritto nel bando.

    Quindi siamo rimasti basiti quando a metà luglio, 45 giorni prima dell’anniversario della morte di Renato, ci sono state poste dalla suddetta società, con un messaggio WhatsApp, due opzioni:

    A) Accettare il nostro rimborso economico ma restare aperti con bar e ristorazione durante lo svolgimento di Renoize2022.

    Oppure:

    B) Pagare più del doppio per il mancato guadagno e i costi dell’area.

    Ora, noi conosciamo bene i costi delle attività e sgomberiamo subito il campo da ogni dubbio: è evidente che il dato non è economico ma politico.

    Come può una società che gestisce 3 o 4 festival dell’Estate romana chiedere ad una iniziativa, dedicata ad un compagno ucciso dai fascisti, il mancato guadagno?

    Si sta dando un prezzo alle strutture o all’utilizzo di un parco pubblico?

    Come mai la suddetta società non ha fatto i propri conti escludendo quel periodo dalla previsione di introiti?

    Queste domande meriterebbero una ben più lunga riflessione ma per ora ci limitiamo alle considerazioni più importanti.
    Veramente riteniamo giusto che l’unica area verde pubblica di un quartiere venga di fatto privatizzata per mesi e mesi, con conseguenze sul manto erboso e sul suo habitat di ben più lungo periodo? Di nuovo, ci ritroviamo davanti ad un modello di città insostenibile che non cambia la sua natura a seconda del colore politico di chi la mette a profitto.

    E come si può porre una questione del genere con un secco messaggio WhatsApp a poco più di un mese dall’iniziativa, quando questa storia ha a che vedere con lacrime, sudore, emozioni, condivisioni di anni, di pezzi interi di vita?

    Come si può quantificare tutto questo e definirlo mancato guadagno? O costo? O prezzo?

    • IL NOSTRO PUNTO DI VISTA

    Vincolare per 4 mesi (dall’11 giugno al 30 settembre) un giardino pubblico vuol dire rendere privato uno spazio che ospita quotidianamente momenti di socialità e di vita. Frequentandolo come militanti ma anche abitanti del territorio, abbiamo avuto la possibilità di scoprire allenamenti, associazioni, prove musicali, gruppi informali che non è che smettono di esistere: si adattano, si mettono in un cantuccio o migrano. Inoltre, pensare ad una concessione così lunga crea un piccolo monopolio, a maggior ragione che in quest’estate le stesse realtà gestiscono 3 aree abbastanza importanti, non proprio in linea con l’Estate Romana immaginata da Nicolini, il suo ideatore. Per questo, ad esempio, si potrebbe semplicemente ipotizzare di spezzare la durata della concessione in due parti in cui lo spartiacque potrebbe essere proprio Renoize e dare la possibilità a più realtà di organizzare iniziative.

    In ultima battuta, cosa che doveva essere discussa proprio in questa edizione, sono già due anni che ragioniamo sull’opportunità di dotare il parco di un palco stabile e costruito in modalità ecosostenibile. Un palco “giocabile” e a disposizione di tuttǝ e non solo di imprese private che per loro stessa natura hanno come scopo quello di massimizzare i profitti.

    • COSA VOGLIAMO

    Alla Roma Antifascista, alle realtà sociali e in lotta, a chi vive il territorio e a singolǝ giramondo chiediamo di aiutarci a rispondere a queste domande.

    Al Municipio e al Comune di Roma chiediamo invece di attivarsi convocando al più presto un tavolo in cui si trovi formalmente una soluzione, per poter procedere con il lavoro che abbiamo da fare per la costruzione di Renoize2022 che ha già subito sin troppi ritardi.

    Chiediamo inoltre, vista l’importanza sociale e politica dell’iniziativa dedicata a Renato a Parco Schuster, che questa venga riconosciuta ufficialmente e dal prossimo anno si preveda nel bando che le iniziative in quell’area abbiano come termine il 31 agosto e ripresa dopo lo svolgimento di Renoize.

    Ai lavoratori e alle lavoratrici dell’Estate Romana vogliamo infine dire che speriamo di aver chiarito alcuni dei vostri dubbi. Speriamo di avervi spiegato da dove arriva la nostra rabbia. Speriamo di avervi fatto conoscere un pezzo di storia di questo territorio che non conoscevate. Speriamo di vedervi a Renoize2022.

    A tutte e a tutti vogliamo dire che ci vediamo il 2,3 e 4 settembre a Parco Schuster per vivere insieme Renoize2022.

    Per Renato. Per costruire una società dove semplicemente il fascismo non è previsto.

    #Renoize022 #IoNonDimentico
    𝗦𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗿𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮,
    𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗺𝗺𝘂𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲.

  • Renoize por la gira Zapatista

    Renoize por la gira Zapatista

    𝟛 𝕊𝔼𝕋𝕋𝔼𝕄𝔹ℝ𝔼 𝟚𝟘𝟚𝟙 | Renoize ★ 2021 

    Il Primo Capitolo del #ComparteyConciencias, Festival delle Arti e delle Scienze, si aprirà a #RENOIZE, Festival Cittadino Antifascista, legando in questo modo in maniera ancora più simbolica e concreta la Lotta a chi distrugge e devasta, uccide e discrimina, umilia e divide, alle 𝑒𝑠𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑐𝑟𝑒𝑎𝑡𝑖𝑣𝑒-𝑎𝑟𝑡𝑖𝑠𝑡𝑖𝑐ℎ𝑒 frutto delle sensibilità emozionali e alla 𝑟𝑖𝑐𝑒𝑟𝑐𝑎-𝑠𝑜𝑙𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑠𝑐𝑖𝑒𝑛𝑡𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎 frutto della conoscenza e del sapere.
    Da Quindici Anni sempre con Renato nel Cuore
    Ancora una volta, CON RABBIA E CON AMORE!
    𝗣𝗜𝗖𝗖𝗢𝗟𝗔 𝗦𝗧𝗢𝗥𝗜𝗔 𝗧𝗔𝗦𝗖𝗔𝗕𝗜𝗟𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗚𝗜𝗥𝗔
    Il 5 Ottobre del 2020 un comunicato dell’EZLN ha annunciato al Mondo che una delegazione zapatista dei popoli indigeni del Messico avrebbe cominciato un viaggio per la vita, per incontrare popoli e resistenze del pianeta Terra, alla ricerca di ciò che li unisce, seppure da differenti e lontani angoli del Pianeta.
    Una delegazione zapatista aveva annunciato che avrebbe intrapreso un viaggio epico in barca, attraversando l’oceano al contrario. 500 anni dopo la colonizzazione e la caduta del gran Tenochitlan. Avrebbero incontrato l’Europa dal basso e restituito l’abbraccio ricevuto dalla solidarietà in tutti questi anni.
    In fretta e furia, quella sera stessa, venne organizzata online una speciale assemblea per condividere una notizia sensazionale tra chi, per anni, da anni, seguiva i percorsi e le trame zapatiste. Da quella serata di curiosità ed entusiasmo è nata LAPAZ – Libera Assemblea Pensando/Praticando Autonomia Zapatista – Italia. L’acronimo “LAPAZ” in castigliano ricorda la pace sempre rivendicata insieme alla giustizia e alla dignità dall’EZLN e in italiano fa risuonare la parola autonomia, tanto vissuta nelle montagne chiapaneche e che allude a quella meravigliosa e necessaria pazzia che serve per immaginare praticare un altro mondo possibile.
    “Aspettando il Viaggio Zapatista”, si sono organizzate assemblee, incontri, discussioni in tutta la Penisola + Isole e spontaneamente hanno incominciato a sbocciare presidi permanenti in altrettante Macroaree: Sardegna, Sicilia, Liguria, Piemonte, Lombardia, Nord-est, Centro Italia, Emilia Romagna e Toscana, Sicilia, Calabria, Campania, Puglia e Basilicata…E ovviamente: ROMA
    e fu così..che il 2 Maggio 2021 alle ore 16.11 La Montagna (nome di battesimo dell’imbarcazione zapatista) è salpata dalle coste di Isla Mujeres al largo dello Yucatan. La ciurma, composta dallo squadrone 421, 4 donne, 2 uomini e unoa otroa è sbarcata nel Vecchio Continente a Vigo, Galizia, il 22 Giugno ed è stata proprio Marijose a sbarcare per primoa ed iniziare l’invasione.
    « 𝐋’𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚 𝐝𝐚 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐢𝐧 𝐩𝐨𝐢 𝐬𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐞𝐫𝐚̀ 𝐒𝐥𝐮𝐦𝐢𝐥 𝐊’𝐀𝐣𝐱𝐞𝐦𝐤’𝐎𝐩 𝐨 “𝐓𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐈𝐧𝐝𝐨𝐦𝐢𝐭𝐚” 𝐨 “𝐓𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐑𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚” »
    𝐌𝐚𝐫𝐢𝐣𝐨𝐬𝐞, 𝐕𝐢𝐠𝐨 | 𝟐𝟐 𝐆𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟏 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟗.𝟏𝟖
    Mentre lo #Squadron421 risaliva la Penisola Iberica e raggiungeva Parigi, l’EZLN il 16 Luglio del 2021 faceva sapere con un comunicato che la “Estemporanea”, la Forza Aerea Zapatista #FAZ, sarebbe presto atterrata piombando dai cieli europei con centinaia di paracaduti marchiati del vessillo dello scarabeo. La “Estemporanea”, precisa il comunicato, è composta da 177 persone, di cui 13 delegati del CNI e del FPDTA-PMT, una squadra femminile di calcio, i gruppi “Escucha y Palabra” e quello de* più piccol* “Giochi e Marachelle”.
    Una volta ricongiunta la Delegazione Aerea con quella Marittima prenderà realmente avvio la #GiraZapatista e una miriade di carovane si irradierà per i territori europei per incontrare i loro popoli e le loro lotte. Li aspettiamo anche nei nostri territori. Li aspettiamo anche a Roma.
    LAPAZ ROMA, assemblea della macroarea cittadina, è stato il motore propulsore del Comparte Y Conciencias, Primo Festival delle Arti e delle Scienze, un incontro e una libera espressione delle sole forze in grado di far fronte “alla grave crisi che scuote il mondo intero e che si acutizzerà, che mette a rischio la sopravvivenza del pianeta e di tutto ciò che lo popola, inclusi gli esseri umani”. UN INVITO:
    A tutte le persone che con le Arti possono descrivere il mondo che vogliamo, i territori che resistono, le lotte che agitiamo
    e
    A tutte le persone che con le Scienze riescono a spiegare l’esistente, a metterlo a critica e a immaginare nuove soluzioni
    a
    Stendere fili per tessere assieme percorsi, tra ricordi e prospettive, vissuto e desiderio, esperienza e sogno.
    Elaborare suggestioni scaturite dai 7 temi e dai 7 principi di Mandar Obedeciendo: lavoro, salute, educazione, libertà di movimento, genere, ambiente e autonomia.
    Capire come le scienze e le arti possano spiegare e raccontare da un lato e riprodurre e trasformare dall’altro la realtà e quella che vorremmo.
    “𝑰𝒏𝒗𝒊𝒕𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒄𝒐𝒍𝒐𝒓𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒉𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒗𝒐𝒄𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆, 𝒊𝒎𝒑𝒆𝒈𝒏𝒐 𝒆 𝒐𝒓𝒊𝒛𝒛𝒐𝒏𝒕𝒆, 𝒍𝒆 𝒂𝒓𝒕𝒊 𝒆 𝒍𝒆 𝒔𝒄𝒊𝒆𝒏𝒛𝒆, 𝒂𝒅 𝒂𝒄𝒄𝒐𝒎𝒑𝒂𝒈𝒏𝒂𝒓𝒆, 𝒂 𝒅𝒊𝒔𝒕𝒂𝒏𝒛𝒂, 𝒍𝒆 𝒏𝒐𝒔𝒕𝒓𝒆 𝒏𝒂𝒗𝒊𝒈𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒆 𝒑𝒂𝒔𝒔𝒊. 𝑬 𝒄𝒐𝒔𝒊̀ 𝒄𝒊 𝒂𝒊𝒖𝒕𝒂𝒏𝒐 𝒂 𝒅𝒊𝒇𝒇𝒐𝒏𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒔𝒄𝒊𝒆𝒏𝒛𝒆 𝒆 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒂𝒓𝒕𝒊 𝒄’𝒆̀ 𝒍𝒂 𝒑𝒐𝒔𝒔𝒊𝒃𝒊𝒍𝒊𝒕𝒂̀ 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒔𝒐𝒑𝒓𝒂𝒗𝒗𝒊𝒗𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝒖𝒎𝒂𝒏𝒊𝒕𝒂̀, 𝒎𝒂 𝒂𝒏𝒄𝒉𝒆 𝒅𝒊 𝒖𝒏 𝒏𝒖𝒐𝒗𝒐 𝒎𝒐𝒏𝒅𝒐.”
    Subcomandante Insurgente Moisés.
    Messico, ottobre 2020
    𝗔𝗧𝗧𝗜𝗩𝗜𝗧𝗔’ 𝗗𝗘𝗟 𝟯 𝗦𝗘𝗧𝗧𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝗣𝗢𝗥 𝗟𝗔 𝗚𝗜𝗥𝗔
    🎭 PERFORMANCE “Una Montagna in Alto Mare”
    📣 TALKING ZAPATISTA
    Aggiornamenti sulla Gira Zapatista e Presentazione del Comparte y Conciencias, Primo Festival delle Arti e delle Scienze
    📷 ESPOSIZIONE “Gira Zapatista”
    Tutto il processo “istantanea per istantanea” che ha seguito e che segue una notizia storica come l’invasione indigena al contrario delle Americhe
    🎲 Distribuzione dei Giochi da Tavola “Costruisci l’Autonomia Zapatista”
    🐌 Laboratori di Ceramiche di Caracoles, Serigrafia e Bordado
    📺 Collegamenti dal Chiapas Ribelle
    ⚡ Presentazione Fanzine Il Basso Edizione dedicata alla Gira Zapatista
    🌽 Cucine Popolari a sostegno della Gira Zapatista
    🔥 Altre in progress
    EVENTO FB : https://www.facebook.com/events/283555100207531
  • 2006 – 2016 #IoNonDimentico

    Questo 2016 volge al termine e come ogni fine anno è tempo di tirare le somme e per noi anche di ringraziare e restituire, seppur in minima parte, l’esperienza di un anno di iniziative dedicate a Renato e non solo… per noi, dedicato a tutt* coloro che resistono al fascismo, al razzismo, al sessismo e alla repressione, ovunque.

    Un anno intenso quello della campagna #ionondimentico, fatto di tante iniziative, riunioni ed assemblee, mobilitazioni e incontri.
    Un anno di musica, parole, immagini, disegni, lacrime e sorrisi. Ma anche di rabbia: dopo la morte di Renato, Dax, Carlo, Nicola, Abba, Carlos, Clement e tanti altri in questi anni, nonostante il forte impegno antifascista dei compagni e delle compagne, di giovani e meno giovani, prosegue l’avanzata delle destre, del razzismo, dell’intolleranza nelle periferie delle nostre città. Le aggressioni continuano, come quella, tragica, contro Emmanuel a Fermo, e come tante altre negli ultimi mesi. Si continuano a costruire muri per respingere chi fugge dalla guerra e dalla fame e a fomentare la guerra tra poveri.

    Eppure, dopo mesi d’iniziative in lungo e in largo per l’Italia e di presentazioni del fumetto Prossima Fermata (quasi 30, in meno di 6 mesi) ci accorgiamo che sono tanti i territori che resistono! Realtà molto diverse fra loro dove abbiamo incontrato persone che forse, senza il pretesto del fumetto, non avremmo mai avuto la fortuna d’incontrare.
    A tutti, quindi, un grazie per averci permesso di vivere importanti momenti di discussione, confronto e crescita, nella ricerca di un nuovo e attuale concetto di antifascismo, così necessario oggi.

    Nel 2017 questi incontri proseguiranno, durante le presentazioni già in cantiere e in quelle che verranno e per cui ci mettiamo a disposizione. Sperando che le possibilità si moltiplichino perché un intervento culturale e sociale convintamente antifascista, antirazzista e antisessista non solo è importante ma è necessario nel nostro paese.

    Non abbiamo ricette in tasca o cattedre su cui salire, ma la grande responsabilità di raccontare la storia di Renato, la storia di uno di noi la cui vita è stata spezzata dalla banalità del male che ha armato le mani di due giovani fascistelli di periferia.

    E, ancora, ringraziamo tutte le persone che hanno reso possibili le tante e diverse iniziative di quest’anno. Stefania, sempre presente, sempre al nostro fianco, una leonessa dal palco del 25 aprile a Roma quando ricorda i partigiani di ieri e gli antifascisti di oggi. Coloro che hanno realizzato tutti i progetti che restano per non dimenticare: il fumetto Prossima Fermata, la compilation Renoize – 3 cd dimusica e parole dedicate a Renato-, il video documentario su Renato e questi 10 anni, e infine, le 4 giornate di Renoize 2016.
    E, ovviamente, tutt* coloro che queste iniziative le hanno attraversate e vissute fino all’ultima emozione. Tutti quei visi, quei sorrisi, quegli occhi lucidi, quegli abbracci forti e decisi che abbiamo incrociato scambiato condiviso.

    Questo 2016 finisce, ma non finisce la nostra passione, la nostra volontà di non dimenticare, la nostra determinazione a non fare mai un passo indietro contro il fascismo. Inizia anzi un nuovo anno in cui tante iniziative sono già in cantiere e tante altre da costruire!
    Perché come abbiamo già scritto citando Umberto Eco:
    Il fascismo eterno può ancora tornare sotto le spoglie più innocenti. Il nostro dovere è di smascherarlo e di puntare l’indice su ognuna delle sue nuove forme, ogni giorno, in ogni parte del mondo. Libertà e liberazione sono un compito che non finisce maiChe sia questo il nostro motto: Non dimenticate!”

    I compagni e le compagne di Renato

    Comitato Madri per Roma Città Aperta

    Kairos-moti contemporanei

  • Comunicato Renoize 2016

    Comunicato Renoize 2016

    27 agosto 2006
    27 agosto 2016 -1-2-3 settembre 2016
    #Ionondimentico Renato Biagetti

    10 anni di memoria lotte antifascismo

    Sono passati 10 anni da quando sulla spiaggia di Focene, estrema periferia di Roma, Renato Biagetti, giovane ingegnere di 26 anni, veniva ucciso con nove coltellate all’uscita di una dance hall reggae da due giovani neofascisti della zona. Ucciso solo perché diverso, solo perché una zecca, solo perché estraneo a quel quartiere.

    In questi 10 anni la storia di Renato si è intrecciata con tante altre storie, nelle piazze e per le strade, in tantissime iniziative. Non abbiamo mai smesso di raccontare la verità su quella notte, di chiamare le cose col proprio nome, di denunciare le responsabilità politiche di coloro che con i loro messaggi di odio e intolleranza hanno armato le mani di quei due giovani fascisti di periferia ieri, ma purtroppo ancora oggi, come ci dimostra la storia di Emmanuel a Fermo solo per citare l’ultimo grave episodio.

    Questo decennale si affaccia in un clima generale di un nuovo fascismo sempre meno strisciante, fatto, come sempre, di odio razzista e di un potere che assume forme sempre più violente nei confronti delle popolazioni,
    e proprio per questo abbiamo deciso di dare vita ad un percorso lungo un anno, attraverso la campagna “Contro ogni fascismo #ionondimentico”, fatta di iniziative e mobilitazioni in cui si sono incrociate lotte, territori e percorsi.

    Abbiamo girato e continueremo a girare l’Italia per presentare il fumetto Prossima Fermata. Una storia per Renato scritto da Zerocalcare ed ErrePush.

    Ma ora il 27 agosto si avvicina e come compagne e compagni di Renato, come Comitato di Madri per Roma Città Aperta vogliamo invitare tutte e tutti ad essere a Roma nella settimana dal 27 agosto al 3 settembre, in cui ricorderemo Renato a 10 anni dal suo omicidio.

    Il 27 agosto come ogni anno saremo nuovamente a Focene per ricordare Renato lì dove venne ucciso in quell’alba di fine estate, lo faremo attraverso lo sport antisessista e antirazzista con musica e parole per non dimenticare.
    Dal primo al 3 settembre invece lo ricordaremo in diverse iniziative, per raccontare cosa vuol dire oggi per chi scappa dalla fame e dalle guerre resistere contro confini e razzismo, cosa significa resistere alle politiche di austerity nelle città sui posti di lavoro nelle scuole e nelle università, cosa significa lottare contro sfratti e sgomberi e contro chi devasta i nostri territori, insomma cosa significa, come abbiamo gridato in piazza il 25 aprile essere antifascisti oggi! Per questo il 2 settembre saremo in piazza Sauli a Garbatella per gli spettacoli del cabaret antifascista e antirazzista, mentre il 1 settembre ad Acrobax e il 3 settembre come ogni anno a Parco Schuster dalle 17 in poi, per una due giorni di musica parole immagini cultura e politica, Renoize 2016!

    Ancora una volta, contro ogni fascismo per non dimenticare mai

  • RenoizE 2006 ★ 2016 #ionondimentico

    27 agosto 2006 – 27 agosto 2016 // 1 // 2 // 3 settembre 2016
    #Ionondimentico Renato Biagetti

    10 anni di * MEMORIA * LOTTE * ANTIFASCISMO *

    Sono passati 10 anni da quando sulla spiaggia di Focene, estrema periferia di Roma, Renato Biagetti, giovane ingegnere di 26 anni, veniva ucciso con nove coltellate all’uscita di una dance hall reggae da due giovani neofascisti della zona. Ucciso solo perché diverso, solo perché una zecca, solo perché estraneo a quel quartiere.
    In questi 10 anni la storia di Renato si è intrecciata con tante altre storie, nelle piazze e per le strade, in tantissime iniziative. Non abbiamo mai smesso di raccontare la verità su quella notte, di chiamare le cose col proprio nome, di denunciare le responsabilità politiche di coloro che con i loro messaggi di odio e intolleranza hanno armato le mani di quei due giovani fascisti di periferia. È successo ieri, dieci anni fa, ma purtroppo succede ancora oggi, come ci dimostra la storia di Emmanuel a Fermo solo per citare l’ultimo grave episodio.

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    ★ 27 AGOSTO // FOCENE ★
    ★ 1 SETTEMBRE // GARBATELLA ★
    ★ 2 SETTEMBRE // ACROBAX ★
    ★ 3 SETTEMBRE // PARCO SCHUSTER ★

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    In questo decennale abbiamo deciso di dare vita ad un percorso lungo un anno, attraverso la campagna “Contro ogni fascismo #ionondimentico”, fatta di iniziative e mobilitazioni in cui si sono incrociate lotte, territori e percorsi. Abbiamo girato e continueremo a girare l’Italia per presentare il fumetto Prossima Fermata. Una storia per Renato scritto da Zerocalcare ed ErrePush ma ora il 27 agosto si avvicina e come compagne e compagni di Renato, come Comitato di Madri per Roma Città Aperta vogliamo invitare tutte e tutti ad essere a Roma nella settimana dal 27 agosto al 3 settembre, in cui ricorderemo Renato a 10 anni dal suo omicidio.

    Il 27 agosto come ogni anno saremo nuovamente a Focene per ricordare Renato lì dove venne ucciso in quell’alba di fine estate, lo faremo attraverso lo sport antisessista e antirazzista con musica e parole per non dimenticare.
    Dal primo al 3 settembre poi lo ricordaremo in diverse iniziative, per raccontare cosa vuol dire oggi per chi scappa dalla fame e dalle guerre resistere contro confini e razzismo, cosa significa resistere alle politiche di austerity nelle città sui posti di lavoro nelle scuole e nelle università, cosa significa lottare contro sfratti e sgomberi e contro chi devasta i nostri territori, insomma cosa significa come abbiamo gridato in piazza il 25 aprile essere antifascisti oggi! Per questo il primo settembre saremo in piazza Sauli a Garbatella per gli spettacoli del cabaret antifascista e antirazzista, e il 2 settembre ad Acrobax e il 3 settembre come ogni anno a Parco Schuster dalle 17 in poi per una due giorni di musica parole immagini cultura e politica, Renoize 2016!

    ANCORA UNA VOLTA CONTRO OGNI FASCISMO PER NON DIMENTICARE MAI

    #conRabbiaEconAmore